LA PASSERELLA DI VIA LAPI A FAENZA

 

La passerella di Via Lapi a Faenza mi è stata commissionata dal Comune di Faenza nel 2004. Una prima serie di proposte consistevano principalmente in una passerella elicoidale strallata che si sviluppava attorno ad un pilone centrale in acciaio. Questi studi si sono sviluppati in una proposta piuttosto innovativa nella quale il pilone centrale, dalla sommità del quale partivano gli stralli che sostenevano l’impalcato della passerella, veniva pensato in conci di vetro strutturale (vedi sezione apposita del sito). Per sviluppare questa proposta che aveva il consenso del Comune, siamo andati fino all’ILEK di Stoccarda per un consulto con l’Ing. Werner Sobek che ha rilevato la cattedra di Jorg Shlaich che fu prima ancora di Frei Otto (vedi link utili).











Putroppo questa versione della passerella era troppo tecnologica per integrarsi (almeno secondo la soprintendenza di allora) con le mura storiche della città e quindi, occasione persa, non abbiamo potuto proseguire su questa strada.


Ma, persa l’occasione per proporre un progetto altamente tecnologico abbiamo perseguito la strada per un non meno innovativo progetto più integrato con l’ambiente circostante.

All’inizio l’idea consisteva nel far correre il nastro dell’impalcato pedonale tra i pini del bosco sotto le mura. Nei primi schizzi di progetto la passerella pedonale vera e propria in legno era sostenuta dagli stessi alberi che fungevano da pilastri portanti. Opportune mensole ad anello che avvolgevano il tronco permettendo, attraverso guarnizioni in gomma, di potersi adattare nel tempo alla sua crescita in diametro, sostenevano quindi l’impalcato ciclo-pedonale.

E’ chiaro come questa visione fosse piuttosto estrema soprattutto alla luce delle normative antisismiche alle quali la struttura avrebbe poi dovuto rispondere. Era una visione purista e artistica di come avevo immaginato il percorso pedonale fra gli alberi, considerando poi il fatto pratico che ogni inverno qualche pino crolla sotto il peso della neve…



In realtà poco c’è voluto per arrivare comunque alla soluzione finale. Abbiamo sostituito gli alberi con sostegni artificiali in legno lamellare disposti alternati tra loro lungo il sinuoso andamento della rampa e per integrarli con i veri tronchi si sono leggermente inclinati rispetto alla verticale secondo un ordine apparentemente casuale in modo che sembrassero parte del bosco.

Nel tempo questa soluzione si è dimostrata corretta perché il legno dei montanti verticali, ossidandosi, ha preso proprio il colore più vicino a quello delle alberature già presenti.

Dal punto di vista tecnico la passerella è sostenuta da mensole incastrate alla base, quali sono appunto questi montanti in lamellare di 40cm di diametro. Come fondazioni, visto lo strato di terreno di riporto che è alla base delle mura antiche, si è dovuto ricorrere all’esecuzione di una serie di pali trivellati, del diametro di 70 cm uno sotto ogni montante spinti fino alla profondità di 8mt dal piano di campagna a loro volta collegati tra loro mediante cordoli più superficiali. L’appoggio alle mura è avvenuto attraverso piastre in acciaio e giunti in neoprene in modo da trasmettere solo sforzi verticali e non di taglio in modo da non compromettere la stabilità delle mura.

Le stesse mura e il vicino torrione sono poi state, sempre nell’ambito del lavoro, ristrutturate eliminando la vecchia rampa a gradini in cemento che era innestata nel torrione e ricostruendo a tratti, mediante operazioni di scuci-cuci con mattoni originali i tratti di mura che era in parte crollati.